Il sogno di volare ha accompagnato l’umanità fin dal suo primo momento sulla Terra: combattere i limiti della gravità è una sfida che l’essere umano ha intrapreso ancora prima di interpretare le leggi della fisica che non ci permettono di farlo naturalmente.

Gli antichi greci nella loro mitologia ci raccontano di come Icaro ricevette un paio di ali di piume e cera create da suo padre Dedalo. Così alato, Icaro si alzò in volo fino a quando il sole sciolse la cera, le ali si spezzarono e lui cadde in mare annegando. La mitologia greca, insomma, non premia l’ambizione che è dietro al desiderio di librarsi in volo. E pensare che la vittoria, la Nike, è arrivata a noi nella sua rappresentazione in marmo come dea alata!

E se da un lato la leggenda vuole che Alessandro Magno avesse tentato di volare con un cocchio trainato da due grifoni, durante il Medioevo nacque la diceria che le streghe potessero volare sui manici di scopa. Ma da quelle storielle alle intuizioni di un vero genio, Leonardo Da Vinci, passarono “solo” 4 secoli.

Leonardo da Vinci

Da Vinci costruì per la prima volta macchine volanti nel 15° secolo, usando come modello uccelli, insetti e pipistrelli. I suoi modellini avevano una buona base teorica, ma mancavano di un elemento fondamentale: la propulsione artificiale. Leonardo era forse troppo avanti rispetto ai suoi tempi e i suoi disegni testimoniano il suo eccezionale potere creativo e l’ingenuità visionaria.

Dopo Da Vinci, il mondo rimase tranquillo sul fronte “volante” per oltre 200 anni. Solo nel XVIII e XIX secolo l’idea riprese letteralmente il volo: un numero crescente di esperimenti portò l’uomo vicino a sfidare la gravità.

Otto Lilienthal

Mentre i suoi contemporanei credevano, alla fine del XIX secolo, che lo spazio aereo potesse essere conquistato solo in base al principio “più leggero dell’aria”, Otto Lilienthal scrisse nel suo libro “Il volo degli uccelli come base dell’arte del volo”: “L’imitazione del volo a vela deve essere possibile anche per gli umani, dal momento che richiede solo uno sterzo intelligente”.

Le sue scoperte sull’aerodinamica applicata, vale a dire che il sollevamento e la spinta sono da considerare in modo indipendente, sono state rivoluzionarie e svolse ricerche molto valide sulla progettazione aerodinamica. Nonostante la derisione dei suoi contemporanei, l’aliante costruito da Lilienthal lo portò fino a 250 metri.

Le ricerche, le misurazioni e le prove di volo di Lilienthal gettarono le basi per il primo volo a motore 10 anni dopo, realizzato dai fratelli Wright.

Wilbur und Orville Wright

Il 17 dicembre 1903 la storia dell’umanità cambiò drasticamente: Orville Wright seduto sul Flyer, aereo a motore progettato e costruito con il fratello Wilbur, decollò, volò per 37 metri in 12 secondi e poi atterrò sano e salvo a terra nella Carolina del Nord.

L’idea veramente geniale dei fratelli Wright non consisteva soltanto nel motore, ma soprattutto in quello che possiamo oggi definire “volo controllato”: sul loro modello erano presenti dei timoni aerodinamici che permisero al velivolo di opporsi al vento. Due anni dopo il loro successo iniziale, i due aviatori ossessionati dal volo, riuscirono a raggiungere i 40 chilometri.

Da quel momento, le ricerche fecero un balzo in alto repentino, grazie soprattutto all’applicazione di leggi della fisica come quella del principio di Bernouille.

L’effetto che prende il nome dal matematico svizzero Daniel Bernoulli (1700-1782), gioca un ruolo decisivo nella moderna costruzione degli aeromobili di oggi. Ci dice che più veloce è il flusso d’aria, minore è la pressione. La bassa pressione crea un’aspirazione e questo è fondamentale per il calcolo del sollevamento delle ali del velivolo.

La storia ha reso quello che sembrava un sogno al limite del fantastico e mitologico, una realtà: oggi volare è così normale per noi, da esser divenuto un metodo di viaggio e di trasporto quotidiano. Col tempo abbiamo superato anche altri limiti: volare a velocità supersonica, fare tragitti lunghi e per tempi prolungati, superare l’atmosfera e sfidare persino lo spazio. Il volo ha modificato il modo anche di comunicare, di far guerra e di lavorare: è proprio il caso di dire che il sogno, divenuto realtà, ha superato ogni aspettativa e chissà a cosa ci porterà ancora nel futuro!