Potrà sorprenderti, ma gli aeroporti sono tra i luoghi più difficili da navigare per i piloti. Gli aerei sono costruiti per volare, ma non è sempre facile farli funzionare a terra. Non hanno una grande visibilità, non girano velocemente e non possono indietreggiare. Inoltre, quelle lunghe ali devono essere tenute lontane da recinzioni, cartelli e veicoli.

A peggiorare le cose, gli aeroporti creano confusione. Non ce ne sono due uguali, poiché sono costruiti tutti in diverse dimensioni, con piste di diversa lunghezza che puntano in ogni direzione.

Per fortuna, le segnaletiche aeroportuali sono standardizzate in tutto il mondo, in modo che i piloti possano operare in sicurezza ovunque atterrino. Abbiamo già visto il significato dei numeri e delle lettere riportati in pista, proviamo ora a scoprire insieme ciò che sta intorno alla pista d’atterraggio e il significato dei segnali presenti.

Runway marking

Avrai sicuramente notato come gli aerei si muovano seguendo la segnaletica delineata sulla pavimentazione delle piste: in quelle utilizzate per l’atterraggio e il decollo, è solitamente realizzata con colore bianco, mentre nelle taxiway è più spesso di colore giallo.

La vernice usata per la segnaletica può rendere la pista scivolosa in caso di pioggia: per questo motivo si usano particolari vernici oppure si realizzano dei solchi in corrispondenza della segnaletica, utili a drenare l’acqua.

La segnaletica più facilmente riconoscibile è la linea di centro pista, costituita da una linea tratteggiata che si estende da un numero all’altro della pista: è questa linea che indica dove tenere il ruotino anteriore dell’aereo.

Sempre sulla pista si può distinguere il punto di mira, due grossi rettangoli che indicano la fine del sentiero di discesa per l’atterraggio. I segnali che sono presenti invece nella zona di touchdown, costituiti da linee bianche, indicano dove l’aereo può poggiare le ruote e cambiano in base al tipo di avvicinamento: indicano in sostanza quanto si è andato corto o lungo rispetto al punto di mira.

Infine abbiamo le linee laterali della pista, che corrono per tutta la lunghezza della pista e ne delimitano il termine laterale, per distinguerlo dal terreno intorno.

La runway strip

Accanto alla pista di atterraggio si stende la runway strip, cioè la “striscia di sicurezza della pista”: è una striscia rettangolare di terreno, che deve sempre restare libera da ostacoli. La strip si trova in ambo i lati della pista e la sua larghezza è regolata da standard mondiali.

Il motivo per cui la runway strip deve essere libera da ostacoli è per evitare collisioni nel caso un aereo uscisse di pista. Le tabelle di informazione o di obbligo, i segnali, i sistemi di illuminazione come i PAPI, hanno supporti frangibili per evitare così danni gravi in caso di urto.

La parte della runway strip più vicina alla pista è la Cleared and Graded Area, abbreviato in CGA: è una zona livellata erbosa. La parte più lontana dalla pista è invece un terreno naturale, non necessariamente livellato.

Alla fine di una pista, nella direzione del decollo, c’è un’area definita stopway, cioè zona di arresto. È idonea a sopportare un aereo che è costretto ad interrompere il decollo. Si tratta di un terreno battuto o di una massicciata, a seconda degli aeromobili che possono usarla.

La blast pad

Appena prima dell’inizio di una pista c’è un’area chiamata blast pad: durante il decollo, il flusso dei motori a getto, il jet blast, può causare un’erosione del terreno, danneggiando la pista o colpendo ciò che vi è intorno. La blast pad viene appositamente preparata per sopportare questa erosione.

Qualora quest’area sia superiore ai 60 m di lunghezza e non sia idonea all’utilizzo, viene segnalata con bande a spina di pesce di colore preferibilmente giallo. In questa area non è consentito il rullaggio, il decollo o l’atterraggio, salvo in caso di emergenza.

La soglia della pista

La runway threshold è la “soglia della pista”, cioè l’inizio della pista utilizzabile per l’atterraggio.

È indicata con una serie di bande bianche sulla superficie, parallele e lunghe almeno 30 m, simmetriche rispetto all’asse della pista. Per via di queste bande, la soglia è anche detta “pettine” o “piano keys”: il numero delle bande sta a indicare la larghezza della pista.

Nel caso in cui la soglia sia spostata, viene indicata a terra con una segnaletica con frecce bianche. Viene spostata principalmente per tre motivi: per la presenza di ostacoli, per la resistenza strutturale della pista o per una restrizione dovuta all’inquinamento acustico.

Pista chiusa

Quando alle due estremità della pista è dipinta una X di colore bianco o giallo, è chiusa al traffico, dunque è vietato farvi il rullaggio, il decollo e l’atterraggio. La X può anche essere costituita da un segnale rigido verticale, posizionato all’inizio della pista.

Avevi notato questi segnali in pista prima? Ne conosci altri?