Nel mondo dell’aeronautica i modelli Antonov sono veri e propri mostri mitologici: l’omonima ditta ucraina ha prodotto a iniziare dal secondo dopoguerra alcuni degli aerei più grandi al mondo, soprattutto nel settore delle linee cargo.

Anche di recente, ciò che riguarda questi giganti dell’aria è di particolare attualità: ad esempio, nel 2018 l’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna ha ospitato un aereo Antonov 124 e altri modelli hanno solcato i cieli italiani.

Due in particolare sono quelli che oggi sono divenuti leggenda, l’Antonov 124 e l’Antonov 225, rispettivamente l’aereo cargo più grande al mondo e il più grande velivolo, attualmente in funzione, mai costruito nella storia.

 

La storia dei modelli Antonov, gli aerei più grandi del mondo

La storia dei modelli Antonov e dei loro record ha inizio nel periodo della Guerra Fredda, quando Stati Uniti d’America e URSS gareggiavano fra loro mostrando il proprio progresso tecnologico in mare, in terra, nei cieli e nello spazio.

Il 16 giugno 1965, l’Unione Sovietica volle impressionare gli osservatori occidentali solcando i cieli con un nuovo velivolo cargo, l’Antonov An-22 Antel “Antheus”, durante il Salone dell’Aeronautica di Parigi.

L’An-22 aveva effettuato il suo primo volo solo pochi mesi prima, il 27 febbraio 1965. Nel 1967, il prototipo iniziale che fece il suo debutto a Parigi aveva già altri quattro successori.

Il velivolo era indiscutibilmente il più grande aereo del mondo e mantenne questo primato fino al 1968, l’anno della messa in volo del modello statunitense Lockheed C-5 Galaxy.

 

Antonov 124

Bisognerà attendere gli anni Ottanta perché l’Unione Sovietica possa vantare un altro velivolo al pari del concorrente USA: anche questa volta l’Antonov si mise a lavoro e progetto il modello An-124 che ancora oggi solca i cieli.

L’Antonov 124 è stato battezzato Ruslan in russo, mentre il suo nome in codice NATO è Condor; ha una doppia fusoliera per consentire una porta posteriore per il carico, che può aprirsi in volo senza intaccare l’integrità strutturale. L’aereo dispone di una gru a ponte a bordo in grado di sollevare fino a 30 tonnellate di merci e di imbarcare carichi fino a 120 tonnellate

L’An-124 ha già alle sue spalle numerose imprese: nel maggio 1987, un An-124 stabilì un nuovo record mondiale, percorrendo la distanza di 20.151 km, senza fare rifornimento in volo. L’aereo decollò con un peso di ben 455.000 kg e rimase in aria per 25 ore e 30 minuti.

E sempre un modello An-124 è quello che ha trasportato nel 2005 l’obelisco di Axum da Roma all’Etiopia ed è stato utilizzato per il trasporto degli Airbus A380, tra i velivoli più grandi del mondo.

Nell’aprile del 2011 fu invece impiegato per il trasporto aereo di una grande pompa per calcestruzzo Putzmeister dalla Germania al Giappone: la pompa servì per raffreddare i reattori danneggiati nell’incidente nucleare di Fukushima.

 

Antonov 225

Durante la corsa allo spazio ingaggiata tra Stati Uniti e Unione Sovietica, la ditta Antonov fu nuovamente assoldata da quest’ultima per costruire un grande cargo capace di trasportare la navicella spaziale Buran, l’equivalente russo dello Shuttle americano.

L’Antonov 225 fu costruito nel 1988: il suo nome in ucraino è Mriya, “sogno”, mentre il suo nome in codice NATO è Cossack. Fu realizzato modificando una parte dell’An-124 Ruslan: fu allungata la fusoliera con l’inserimento di due sezioni davanti e dietro all’ala; le ali furono dunque a loro volta incrementate di una sezione alla radice e furono aggiunti due motori supplementari.

Nei suoi primi voli dimostrativi l’An-225 trasportava la navicella Buran sul dorso della fusoliera, ma si scelse al contempo di dotarla di un’ampia stiva interna. Fu però eliminato il portellone e la rampa di carico posteriore e si preferì creare un ingresso dal muso. La capacità di carico interna attuale è di 250.000 Kg, quella esterna di 200.000 Kge può trasportare carichi lunghi sino a 70 m.

L’Antonov 225 vedrà però il collasso dell’Unione Sovietica nel 1991 e nel 1994 verrà lasciato a riposo per anni, fino al 2001 quando verrà rinnovato l’unico modello allora esistente e certificato per la navigabilità civile. Da quel momento l’An-225 ha iniziato a solcare i cieli per accorrere laddove viene richiesto un trasporto “eccezionale”. Nel 2016 la casa costruttrice Antonov ha annunciato un accordo con la Aerospace Industry Corporation of China (AICC) di Hong Kong per la ripresa della produzione dell’An-225 Mriya, ma occorrerà attendere il 2019 per l’inizio dei lavori.

Ad oggi il Mriya è a tutti gli effetti il Leviatano dei cieli, superato in superficie alare solo dall’H-4 Hercules, il gigantesco idrovolante che fu realizzato degli anni ’40 dal miliardario americano Howard Hughes e che però volo solo per due km.

 

I modelli Ilyushin, il futuro del trasporto aereo pesante per la Russia

Nel 2014 i rapporti tra Russia e Ucraina determinano il principio della fine della collaborazione tra i due paesi riguardo il trasporto aereo: nella ditta costruttrice russa Ilyushin vengono messi in cantiere una serie di nuovi velivoli che dovranno sostituire gli Antonov in campo militare e che verranno introdotti nei programmi spaziali.

La decisione della Russia di interrompere i rapporti con il bureau Antonov avrà certamente un peso sul futuro dell’azienda ucraina: intanto il primato di giganti dell’aria è ancora in mano ai suoi principali modelli, che restano un esempio eccellente di ingegneria aeronautica.