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È nel buio che si vede meglio la luce

La professione del pilota di linea post Covid-19

L’industria aerea ha affrontato molte crisi prima di questa: basta pensare quello che accadde all’indomani degli attacchi dell’11 settembre 2001 o alla crisi finanziaria del 2008 e alle conseguenze dell’eruzione del vulcano islandese Eyjafjöll nel 2010.

Gli scenari economici post Covid-19 sono tanti ma quello su cui possiamo stare certi è che il settore del trasporto aereo sarà il primo a riprendersi e lo farà ancora più velocemente che nel passato, in quanto le origini di questa crisi non sono economico-finanziarie. Il settore del trasporto aereo stava vivendo una fase di forte espansione e quella che stiamo vedendo ora è semplicemente una parentesi che nell’arco di un anno verrà chiusa. Possiamo quindi stare tranquilli che finita l’emergenza le esigenze di spostarsi non saranno cambiate e nessuno tornerà a viaggiare a cavallo.

La storia e la nostra esperienza ci ha insegnato che la crescita e la formazione dei futuri piloti è ancora più importante nei momenti di crisi del settore.

In questo momento di lockdown generale, il nostro suggerimento è quello di cogliere l’occasione per studiare: fare il pilota è sempre stata una questione di trovarsi al momento giusto nel posto giusto, con le carte in regola e soprattutto preparati

Investire nella propria formazione di pilota di linea

Questo è quindi il momento di iniziare la formazione e investire sul proprio futuro, per farsi trovare pronti quando si ricomincerà a volare e il settore sarà ripartito.

Il pilota di linea è un professionista che crede nell’importanza dello studio e dello sviluppo personale: se questo momento storico ci tiene a terra, la nostra mente è capace di fare balzi in avanti e prepararsi ai prossimi traguardi.

Chi inizia a prepararsi oggi sarà pronto domani quando il mercato del lavoro del nostro settore riprenderà a volare. Ricordatevi che l’aviazione non si è mai fermata, ha rallentato in certi periodi ma poi ha ripreso a velocità doppia e anche questa volta sarà così. Se invece voi vi fermate non sarete pronti domani quando tutto ripartirà. E questo domani è più vicino di quel che si possa credere.  Come scuola ci informiamo continuamente con le istituzioni per le regolamentazioni che ci aspettano in futuro e ci faremo trovare pronti per i nostri studenti.

Indipendentemente dai cambiamenti con cui dobbiamo convivere, anche l’addestramento in volo tornerà: la formazione nell’ambito dell’industria aeronautica sa essere molto più flessibile rispetto all’istruzione statale e noi come scuola possiamo offrire soluzioni ripensate in base alle attuali esigenze di sicurezza.

Dunque, se chiedete a noi di Professional Aviation come vediamo il futuro dell’aviazione commerciale, vi rispondiamo che è proprio nel buio che si vede meglio la luce.

Non sai mai quali eventi devono accadere per farti rivedere la luce

Vi lasciamo con un frammento del film Apollo 13, ispirato dal libro Lost Moon, scritto da Jim Lovell: è proprio il comandante della missione spaziale a ricordare qui una sua esperienza personale, che può esserci di ispirazione in questo momento:

“Mi ricordo di una volta – ero su un F2H Banshee di notte in assetto da combattimento, quindi tutte le luci sulla portaerei e sulle altre unità del gruppo di battaglia erano rigorosamente spente. Era lo USS Shrangri-La, ed eravamo nel Mar del Giappone. Il mio radar si era guastato, e l’homing signal della portaerei era coperto da qualcuno in Giappone che stava usando la stessa frequenza.

Compresi che mi stavo allontanando da dove avrei dovuto essere. E guardai giù verso quel grande oceano nero, quindi accesi la mia torcia per illuminare la mappa che avevo con me e poi all’improvviso: zap. Tutto si spense a causa di un cortocircuito proprio lì nella mia cabina di pilotaggio.

Tutti i miei strumenti se ne erano andati. In quel momento non potevo nemmeno dire quale fosse la mia altitudine. Non vedevo il mio indicatore di carburante ma ero in volo da molto e sapevo che lo stavo esaurendo, quindi cominciai a pensare di abbandonare l’aereo e passare la notte in mare.

Fu in quel momento che vidi un lungo tappeto verde steso proprio sotto di me. Ed erano le alghe, era quella roba fosforescente che viene rimestata sulla scia di una grande nave.

Quel tappeto mi stava portando a casa. Se le luci della mia cabina di pilotaggio non si fossero spente non avrei mai potuto vederlo. Quindi non sai mai quali eventi devono accadere per farti rivedere la luce”.