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Brividi in volo: una storia spaventosa per Halloween

Si avvicina la notte in cui streghe, vampiri e fantasmi vengono a farci visita… Potevamo non cogliere questa occasione per raccontarvi una storia davvero spaventosa per Halloween?

Forse la più spaventosa storia aeronautica mai raccontata!

Dobbiamo tornare indietro agli anni Settanta, per ricordare le vicende del volo di linea Eastern Air Lines 401, operato con un Lockheed L-1011-1 Tristar di quattro mesi (il decimo esemplare consegnato al vettore).

A bordo c’erano 163 passeggeri e 13 membri d’equipaggio che lasciarono l’aeroporto JFK di New York venerdì 29 dicembre 1972 alle 21:20, con rotta verso l’aeroporto internazionale di Miami. Il volo era sotto il comando del capitano Robert ‘Bob’ Loft, 55 anni, un veterano della Eastern Air Lines.

Il resto dell’equipaggio di volo comprendeva il primo ufficiale Albert Stockstill, 39 anni, e il secondo ufficiale, un ingegnere di volo, Donald ‘Don’ Repo, 51. Infine li accompagnava un impiegato della compagnia, l’ufficiale tecnico, Angelo Donadeo, 47 anni, di ritorno a Miami da un incarico a New York.

Qualcosa non va in volo…

Il volo procedette come da programma fino alle 23:32, quando iniziò il suo avvicinamento all’aeroporto internazionale di Miami. Dopo aver abbassato il carrello di atterraggio, il primo ufficiale Stockstill notò che l’indicatore del carrello anteriore, una luce verde che identificava il corretto bloccaggio in posizione “down” della ruota sotto il muso dell’aereo, non si era illuminata. In seguito si scoprì che ciò era dovuto a una lampadina bruciata.

Loft, che stava trasmettendo alla radio durante quella tratta del volo, disse alla torre che avrebbero interrotto l’avvicinamento e chiese istruzioni per mettersi in “holding” sopra l’aeroporto. La torre autorizzò il volo a salire a 2000 piedi per poi circuitare a ovest sopra l’oscurità delle Everglades nell’attesa che l’equipaggio risolvesse il problema.

Il primo ufficiale rimosse il gruppo luci e il secondo ufficiale Repo fu inviato nel vano avionico sotto la cabina di pilotaggio per verificare visivamente attraverso una piccola finestra di osservazione che il carrello fosse abbassato.

Cinquanta secondi dopo aver raggiunto la quota assegnata, il capitano Loft diede istruzioni al primo ufficiale Stockstill di inserire il pilota automatico. Per i successivi ottanta secondi, l’aereo mantenne il volo livellato per poi scendere di 100 piedi e livellare nuovamente per altri due minuti.

Dopo di che iniziò una discesa così lenta da non poter essere percepita dall’equipaggio intento a gestire l’anomalia al carrello. Nei successivi settanta secondi, l’aereo perse appena 250 piedi (76 m), ma questo fu sufficiente a innescare il segnale acustico di avviso. L’ingegnere (il secondo ufficiale Repo) era sceso di sotto, e le voci dei piloti registrate dal Cockpit Voice Recorder (CVR) fecero desumere che nessuno a bordo aveva sentito il suono. Dopo altri cinquanta secondi, l’aereo era a metà dell’altitudine assegnata e cioè a 1000 piedi.

Cosa sta succedendo qui?

Mentre Stockstill iniziava un altro giro di holding, notò una discrepanza. La seguente conversazione è stata recuperata dal CVR in seguito:

Stockstill: abbiamo fatto qualcosa all’altitudine?

Loft: cosa?

Stockstill: siamo ancora a 2000 piedi, giusto?

Loft: Ehi, cosa sta succedendo qui?

Il jetliner urtò il terreno alle coordinate 25°51′53″N – 80°35′43″W.

La posizione era a ovest-nord-ovest di Miami, 9 miglia (30,1 km) dalla fine della pista Nove Sinistra (9L). L’aereo stava viaggiando a 227 miglia all’ora al momento dell’impatto. L’estremità alare sinistra colpì per prima il terreno, poi il motore e il carrello di atterraggio sinistro, facendo tre solchi nel terreno paludoso, ciascuno largo due metri e lungo più di 30. Quando la parte principale della fusoliera colpì il terreno, continuò il suo percorso attraverso l’erba e l’acqua, rompendosi in più parti.

Complessivamente, in 77 si salvarono, 69 dei 163 passeggeri e 8 dei 10 assistenti di volo sopravvissero a quella giornata.

Tra i membri dell’equipaggio di cabina di pilotaggio, solo l’ingegnere di volo Repo è sopravvissuto allo schianto iniziale, insieme all’ufficiale tecnico Donadeo che si trovava nel vano elettronico nel muso con Repo al momento dell’impatto.

Stockstill rimase ucciso nell’impatto, mentre il capitano Loft morì prima che potesse essere trasportato in ospedale. Repo fu evacuato in ospedale, ma in seguito perì per le conseguenze delle sue ferite. Angelo Donadeo, il sopravvissuto solitario dei quattro occupanti della cabina di pilotaggio, alla fine si riprese dalle sue ferite e morì il 4 ottobre 2004.

I fantasmi dell’equipaggio e gli aerei infestati

Fino a qui sono i fatti di quella notte.

Durante i mesi e gli anni seguenti, i dipendenti della Eastern Air Lines iniziarono a riferire di avvistamenti dei membri dell’equipaggio deceduti, il capitano Robert Loft e il secondo ufficiale Donald Repo, seduti a bordo di altri velivoli L-1011 della Compagnia. Si scoprì che tutti gli aeromobili coinvolti negli avvistamenti erano stati sottoposti negli anni a manutenzione utilizzando le parti recuperate del volo 401 al termine delle indagini sull’incidente.

I fantasmi segnalati furono visti solo sugli aerei che utilizzavano tali pezzi di ricambio. Gli avvistamenti degli spiriti di Don Repo e Bob Loft si diffusero in Eastern Air Lines al punto da indurre la direzione della Compagnia ad ammonire tutti i dipendenti che avrebbero potuto essere licenziati se sorpresi a diffondere storie di fantasmi.

Nonostante negli anni successivi Eastern Airlines abbia pubblicamente negato che alcuni dei loro aerei fossero infestati, tecnici della compagnia hanno riferito di aver avuto ordine di rimuovere tutte le parti di ricambio recuperate dal volo 401 presenti nella loro flotta di L-1011.

Una volta rimosse le parti appartenenti al Volo 401, i membri dell’equipaggio fantasma non furono più visti…

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