Quando si parla di piloti eroici, si pensa spesso agli aviatori che hanno compiuto imprese pionieristiche o a quelli che hanno realizzato grandi imprese durante un conflitto bellico.

Eppure le storie più belle sono quelle che raccontano le imprese di piloti di aerei di linea che nello svolgimento del loro lavoro quotidiano, con sangue freddo, sono riusciti a salvare i loro passeggeri anche dai più terribili incidenti e nei casi più estremi.

Scopriamo insieme quattro storie davvero impressionanti, che dimostrano come l’esperienza professionale di un pilota fa davvero la differenza.

Volo British Airways 5390

Il 10 giugno 1990 il volo British Airways 5390 partì da Birmingham diretto a Malaga: nulla avrebbe fatto pensare che quel volo si sarebbe trasformato nell’esperienza probabilmente più terrificante per il comandante Tim Lancaster e il suo primo ufficialeAlastair Atchison.

Mentre l’equipaggio serviva in cabina la colazione, Lancaster si slacciò la cintura e proprio in quel momento si udì una esplosione e il parabrezza della cabina di pilotaggio di staccò: il comandante fu risucchiato fino a metà busto fuori dalla cabina, mentre le gambe erano incastrate al pannello dei comandi.

Il suo primo ufficiale prese in mano la situazione e cominciò una discesa d’emergenza mentre gli assistenti di volo trattenevano il comandante che esposto all’aria si stava assiderando.

L’aereo atterrò a Southampton, tutti i passeggeri si salvarono e il comandante fu soccorso: meno di sei mesi dopo l’incidente, Lancaster tornò a lavorare.

Volo FedEx Express 705

Il 7 aprile 1994 un dipendente della FedEx dirottò un volo cargo dell’azienda in partenza dall’aeroporto di Memphis, in Tennessee, e diretto all’aeroporto di San Jose, in California. Auburn Calloway, il dirottatore, voleva mascherare il suo suicidio con un incidente aereo per permettere alla sua famiglia di ricevere i soldi del premio dell’assicurazione sulla sua vita.

Salì sull’aereo con dei martelli e un fucile per la pesca nascosti in una custodia per la chitarra e aggredì in volo l’equipaggio. Il pilota, Jim Tucker, ex pilota della Marina USA, nonostante le ferite gravi, riuscì con delle manovre brusche, incluso il capovolgimento dell’aereo di 140 gradi, a fermare il dirottatore e ad atterrare.

L’ammaraggio sul fiume Hudson

Il volo US Airways 1549 il 15 gennaio 2009 subì un ammaraggio da guinness dei primati: il volo era partito dall’aeroporto LaGuardia di New York ed era diretto a Charlotte, Carolina del Nord.

Dopo cinque minuti dal decollo però l’aereo ebbe un impatto con uno stormo di uccelli e riportò dei danni gravi ai motori: il pilota Chesley “Sully” Sullenberger non si perse d’animo e tentò fino un ammaraggio di emergenza sul fiume Hudson.

L’impatto avrebbe potuto spezzare l’aereo, ma il pilota riuscì con una manovra perfetta a planare sulle acque del fiume imbarcando acqua ma senza danneggiare la fusoliera. Salvò così la vita di 155 persone tra equipaggio e passeggeri.

L’incidente di Windsor

Il 12 giugno 1972 il volo American Airlines 96 stava seguendo la sua regolare rotta da Los Angeles a New York: sul cielo di Windsor, in Ontario, la porta posteriore della stiva si spalancò improvvisamente. Per la decompressione il pavimento sul retro della cabina cedette, interrompendo i collegamenti ai cavi di controllo. Per questo motivo uno dei motori si arrestò.

Il capitano Bryce McCormick, che inizialmente credeva che l’aereo avesse subito una collisione a mezz’aria, dichiarò l’emergenza, mentre gli assistenti di volo assistevano per l’ossigeno i passeggeri, in quanto le maschere non si erano attivate perché l’aereo era al di sotto del limite dei 14.000 piedi.

Il capitano guidò l’aereo fino a Detroit e, nonostante un atterraggio pericolosamente veloce, l’aereo si fermò a 270 m dalla fine della pista, con il muso e la ruota sinistra sulla pista e la destra sul prato accanto. McCormick riuscì a portare tutti in salvo.